La prognosi dei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) refrattario/recidivato (R/R) considerati non eleggibili a una terapia a intento curativo è sfavorevole. La combinazione dell’anticorpo bispecifico mosunetuzumab e del farmaco polatuzumab vedotin, un coniugato anticorpo-farmaco (Mosun-Pola), rappresenta una nuova opzione terapeutica a durata fissa in questo gruppo di pazienti.
Nello studio di fase 3 SUNMO, i pazienti affetti da DLBCL R/R non eleggibili a trapianto autologo di cellule staminali sono stati randomizzati (2:1) a ricevere Mosun-Pola oppure rituximab, gemcitabina e oxaliplatino (R-GemOx). I due endpoints primari erano il tasso di risposte globali (ORR), valutato centralmente, e la sopravvivenza libera da progressione (PFS). La sopravvivenza globale (OS) era un endpoint secondario chiave.
In totale, 208 pazienti sono stati randomizzati a ricevere Mosun-Pola (n=138) o R-GemOx (n=70). Con un follow-up mediano di 23,2 mesi, lo studio SUNMO ha dimostrato un beneficio in termini di ORR e PFS di Mosun-Pola rispetto alla chemioterapia, con un profilo di tossicità favorevole. Inoltre, tra i pazienti che hanno ottenuto la risposta completa (CR) con Mosun-Pola si è osservata una maggior durata della risposta (DOR) rispetto a R-GemOx (persistenza della risposta a 12 mesi) (Figura 1A).

Per quanto riguarda la tossicità, la sindrome da rilascio di citochine di grado ≥2 e l’uso di tocilizumab si sono verificati in meno del 5% dei pazienti. Anche i patient-reported outcome sono stati migliori nei pazienti trattati con Mosun-Pola rispetto a R-GemOx.
Mosun-Pola è una combinazione chemofree che ha dimostrato un’efficacia superiore rispetto a R-GemOx, con miglioramenti significativi sia dell’ORR, sia della PFS, e un profilo di sicurezza gestibile nei pazienti non transplant-eligible.