Pirtobrutinib, un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (BTKi) non covalente e altamente selettivo, ha dimostrato efficacia e sicurezza nei pazienti con leucemia linfatica cronica/linfoma linfocitico (LLC/SLL) precedentemente trattati con BTKi covalente. Vengono presentati i risultati, a nostra conoscenza, del primo confronto randomizzato testa a testa tra pirtobrutinib e ibrutinib in pazienti con LLC/SLL BTKi-naïve, sia naïve al trattamento (TN), sia con malattia recidivata/refrattaria (R/R).
I pazienti (N=662) sono stati assegnati in modo casuale 1:1 a ricevere pirtobrutinib o ibrutinib. Tutti i pazienti erano naïve al trattamento con BTKi. Gli endpoints primari erano il tasso di risposta globale (ORR) valutato da un comitato di revisione indipendente (IRC) in tutti i pazienti assegnati in modo casuale (intention-to-treat, ITT) e quello valutato nei pazienti con malattia R/R.
Lo studio ha raggiunto i suoi endpoints primari, dimostrando una non inferiorità statisticamente significativa dell'IRC-ORR per pirtobrutinib rispetto a ibrutinib, sia nella popolazione ITT (87,0% [confidence interval, CI 95%: 82,9–90,4] contro 78,5% [95% CI: 73,7–82,9]; rapporto ORR=1,11 [95% CI: 1,03–1,19]; p bilaterale <0,0001), sia nella popolazione R/R (n=437; 84,0% [95% CI: 78,5–88,6] contro 74,8% [95% CI: 68,5–80,4]; rapporto ORR=1,12 [95% CI: 1,02–1,24]; p bilaterale <0,0001). Nei pazienti TN (n=225), l'ORR-IRC è stato del 92,9% (CI 95%: 86,4–96,9) con pirtobrutinib rispetto all'85,8% (CI 95%: 78,0–91,7) con ibrutinib. I risultati dell'ORR valutati dallo sperimentatore sono stati coerenti. La sopravvivenza libera da progressione (PFS) valutata dallo sperimentatore ha favorito pirtobrutinib nelle popolazioni ITT (hazard ratio, HR 0,57 [CI 95%: 0,39–0,83]), R/R (HR 0,73 [CI 95%: 0,47–1,13]) e TN (HR 0,24 [CI 95%: 0,10–0,59]) (Figura 1).

I tassi di eventi avversi cardiaci di fibrillazione/flutter atriale e ipertensione sono stati inferiori con pirtobrutinib.
Gli autori concludono che pirtobrutinib ha dimostrato un ORR inferiore rispetto all'ibrutinib, con un trend favorevole della PFS precoce (in particolare nei pazienti TN), e un profilo di sicurezza favorevole, inclusi bassi tassi di fibrillazione atriale e di ipertensione.