La policitemia vera (PV) è caratterizzata dal punto di vista biologico dall’attivazione di JAK/STAT e dal punto di vista clinico dalla presenza di eventi trombotico/emorragici, di sintomi sistemici e dal rischio di trasformazione. Lo studio MAJIC è stato ideato per valutare non solo l’azione del farmaco in termini di risposte molecolari e di controllo dei parametri emocromocitometrici ma anche e soprattutto per valutare il beneficio a lungo termine di ruxolitinib in termini di controllo degli eventi relativi alla PV e il suo impatto sulla sopravvivenza globale (OS).
MAJIC-PV è uno studio randomizzato di fase II ideato per confrontare ruxolitinib con la miglior terapia disponibile (BAT) nei pazienti resistenti/intolleranti all'idrossicarbamide (HC-INT/RES). L’obiettivo primario dello studio era la risposta completa (CR) a un anno. Sono stati valutati come obiettivi secondari la durata della risposta, la sopravvivenza libera da eventi (EFS), l’incidenza di sintomi e la risposta molecolare.
Lo studio ha randomizzato 180 pazienti con rapporto 1:1. Nel braccio ruxolitinib la remissione completa è stata ottenuta in 40 pazienti (43%) rispetto a 23 (26%) dei pazienti trattati con BAT (odds ratio, 2,12; confidence interval CI 90%: 1,25–3,60; p=0,02). Oltre al maggior tasso di risposte, si è riscontrata anche una maggior durata della CR nel gruppo ruxolitinib (hazard ratio, HR 0,38; CI 95%: 0,24–0,61; p <0,001). Per quanto riguarda il controllo dei sintomi, si è ottenuto un risultato migliore in termini di efficacia e di durata della risposta con ruxolitinib. L’incidenza di trombosi gravi, emorragie, trasformazione e il rischio di morte era inferiore nei pazienti che raggiungevano la CR entro un anno (HR 0,41; CI 95%: 0,21–0,78; p=0,01) e nel braccio ruxolitinib (HR 0,58; CI 95%: 0,35–0,94; p=0,03). L’analisi seriale della frazione allelica di JAK2 V617F ha dimostrato un maggior tasso di risposta molecolare con ruxolitinib, tasso di risposta che si traduceva nell’incremento della sopravvivenza libera da progressione (PFS) (p=0,001), dell’EFS (p=0,001) e dell’OS (p=0,03). La presenza della mutazione ASKXL1 era, invece, predittiva di un peggior outcome in termini di EFS (HR 3,02; CI 95%: 1,47–6,17, p=0,003). Per quanto riguarda il profilo di sicurezza di ruxolitinib, era sovrapponibile a quanto precedentemente riportato.
Lo studio MAJIC-PV ha sottolineato i benefici del trattamento con ruxolitinib nei pazienti affetti da PV HC-INT/RES rispetto alle altre opzioni terapeutiche, con un incremento del tasso di CR e di risposta molecolare e un miglioramento dell’EFS. Gli autori sottolineano come lo studio dimostri, per la prima volta, che la risposta molecolare correla con i parametri di EFS, PFS e OS.