La terapia di consolidamento per il linfoma primitivo del sistema nervoso centrale (PCNSL) comprende la chemioterapia ad alte dosi con trapianto autologo di cellule staminali (HCT-ASCT); tuttavia, ad oggi, la sua efficacia rispetto alla chemioimmunoterapia non mieloablativa rimane incerta. Questo studio si è proposto di fornire evidenze comparative derivanti da uno studio randomizzato su efficacia e sicurezza del consolidamento mediante HCT-ASCT a base di tiotepa rispetto al regime non mieloablativo con rituximab, desametasone, etoposide, ifosfamide e carboplatino (R-DeVIC), dopo una fase di induzione comune con schema rituximab, citarabina ad alto dosaggio e tiotepa in aggiunta a metotrexato ad alto dosaggio (MATRix) in pazienti con diagnosi di PCNSL treatment-naïve.
Questo studio di fase 3, randomizzato e in aperto, è stato condotto presso 56 Ospedali Universitari e Accademici non Universitari dotati di strutture consolidate per i trapianti, situati in 5 Paesi europei. I criteri di inclusione prevedevano pazienti immunocompetenti, non trattati in precedenza, affetti da PCNSL a cellule B, di età compresa tra i 18 e i 65 anni (indipendentemente dall’Eastern Cooperative Oncology Group performance status [ECOG PS]) oppure tra i 66 e i 70 anni (con ECOG PS 0–2). Era consentito il pretrattamento con corticosteroidi. I criteri di esclusione comprendevano la presenza di manifestazioni linfomatose al di fuori del sistema nervoso centrale e immunodeficienze congenite o acquisite. I pazienti sono stati sottoposti a quattro cicli di induzione con il regime MATRix. I pazienti che avevano ottenuto almeno una risposta parziale (PR) sono stati randomizzati (rapporto 1:1) a due cicli di R-DeVIC oppure a HCT-ASCT con condizionamento a base di carmustina e tiotepa. L'endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS), valutata nella popolazione di analisi completa (escludendo i pazienti con violazioni significative dei criteri di inclusione). La popolazione di analisi per la sicurezza comprendeva tutti i pazienti randomizzati che avevano iniziato la terapia. Lo studio è registrato su ClinicalTrials.gov (NCT02531841) e nel registro EU Clinical Trials Register (numero EudraCT, 2012-000620-17). Lo studio è concluso.
Tra il 16 luglio 2014 e il 31 agosto 2019 sono stati arruolati 368 pazienti. Tra questi, 346 pazienti (94%) hanno iniziato il trattamento di induzione e 230 sono stati randomizzati; sono stati analizzati 229 pazienti (gruppo R-DeVIC, n=115; gruppo HCT-ASCT, n=114). Dopo un follow-up mediano di 45,3 mesi, la PFS a 3 anni è risultata significativamente superiore nel gruppo HCT-ASCT (hazard ratio [HR] 0,43; confidence interval, CI 95%: 0,27–0,68; p=0,0003). La PFS a 3 anni è stata del 78% (CI 95%: 69–85) nel gruppo HCT-ASCT, rispetto al 51% (41–60) nel gruppo R-DeVIC. Il numero medio di eventi avversi per paziente è stato pari a 9,3 (standard deviation, SD 4,4) nel gruppo R-DeVIC e a 14,6 (5,8) nel gruppo HCT-ASCT. Si sono verificati eventi avversi gravi fatali in seguito al trattamento di consolidamento in 2 pazienti nel gruppo R-DeVIC (entrambi casi di leucemia mieloide acuta) e in 5 pazienti nel gruppo HCT-ASCT (infezioni e infestazioni [n=4], embolia polmonare [n=1]); tutti questi eventi, ad eccezione dell'embolia polmonare, sono stati giudicati potenzialmente correlati al trattamento.
Gli autori possono concludere che in questo studio, che rappresenta il più ampio studio randomizzato condotto finora sul PCNSL treatment-naïve, la strategia HCT-ASCT ha migliorato in modo significativo la PFS e la sopravvivenza globale (OS) rispetto al consolidamento non mieloablativo nei pazienti che avevano completato il trattamento di induzione, affermandosi come la strategia di consolidamento d'elezione per i pazienti in buone condizioni generali.