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aprile 2026 Articolo precedente Articolo successivo
Manier S, et al. Lancet Oncol 2025; 26: 1323–1333
Abstract
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Sicurezza ed efficacia di una strategia terapeutica con daratumumab e lenalidomide in un regime “dexamethasone-sparing” per i pazienti fragili con mieloma multiplo di nuova diagnosi: i risultati dello studio IFM2017-03

Introduzione

I pazienti fragili con mieloma multiplo (MM) di nuova diagnosi (ND) presentano outcomes peggiori a causa di una più elevata incidenza di eventi avversi (EA) e di un maggior rischio di interruzioni del trattamento. L’Intergroup Francophone of Myeloma (IFM) ha confrontato l’efficacia di una terapia basata sulla combinazione di daratumumab e lenalidomide (con desametasone limitato ai primi 2 cicli) con il trattamento a base di lenalidomide e desametasone in questo setting di pazienti.

Metodi

Lo studio prospettico randomizzato, open label, è stato condotto in 61 centri IFM. I pazienti con età ≥65 anni e con score di fragilità dell’Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) ≥2 venivano randomizzati con rapporto 2:1 a ricevere daratumumab sottocute + lenalidomide + desametasone per 2 cicli (gruppo dexamethasone-sparing) oppure lenalidomide + desametasone (gruppo di controllo). L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS).

Risultati

Lo studio ha randomizzato 295 pazienti, di cui 200 nel gruppo dexamethasone-sparing e 99 nel gruppo di controllo. L’età mediana era di 81 anni (range 77–84); 180 pazienti (61%) avevano più di 80 anni. Con un follow-up mediano di 46,3 mesi, la PFS mediana era nettamente superiore nel braccio dexamethasone-sparing (53,4 vs 22,5 mesi con un hazard ratio, HR 0,51; p <0,0001) (Figura 1A). La sopravvivenza globale (OS) mediana non è stata raggiunta nel gruppo dexamethasone-sparing ed era di 47,3 mesi nel gruppo di controllo (HR 0,52; p=0,0001) (Figura 1B).

Risultati di efficacia

Per quanto riguarda la sicurezza, l’aggiunta di daratumumab a lenalidomide non ha comportato un incremento degli eventi infettivi nei pazienti anziani fragili: gli EA di grado 3–5 più comuni sono stati, infatti, la neutropenia (G3–5: 55 vs 24%) e le infezioni (19 vs 21%). Altri EA seri erano simili nei due gruppi e sono stati riportati in 126 pazienti, il 63% nel gruppo dexamethasone-sparing e il 69% nel gruppo di controllo. I decessi correlati agli EA sono stati pari al 12 e al 13%, rispettivamente.

Conclusioni

Nei pazienti fragili la terapia a base di lenalidomide e daratumumab con esposizione limitata al desametasone migliora significativamente gli outcomes, senza penalizzazioni sostanziali in termini di sicurezza. Questa strategia è stata inclusa nelle linee guida della European Hematology Association–European Myeloma Network (EHA-EMN) per la gestione dei pazienti anziani e fragili.

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Impact factor news: ISSN 2611-0067 (Online)
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