Numero speciale di "Impact Factor News" n° 3 - Aprile 2026
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Trattamento a durata fissa contro trattamento continuativo per la leucemia linfatica cronica
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Il trattamento della leucemia linfatica cronica (LLC) si basa attualmente su due approcci principali: la terapia continuativa con inibitori della tirosin-chinasi di Bruton (BTKi) e regimi terapeutici a durata prestabilita che combinano venetoclax con anticorpi anti-CD20 o BTKi. Tuttavia, mancano confronti tra questi due approcci terapeutici.
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Ibrutinib e rituximab versus immunochemioterapia in pazienti affetti da linfoma mantellare non precedentemente trattato (ENRICH): uno studio di superiorità randomizzato, in aperto, di fase 2/3
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Ibrutinib, un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (BTKi), prolunga la sopravvivenza libera da progressione (PFS) se aggiunto all'immunochemioterapia (ICT) come trattamento di prima linea. Lo studio ENRICH ha confrontato la combinazione senza chemioterapia di ibrutinib e l'anticorpo anti-CD20 rituximab (ibrutinib–rituximab, IR) con l'ICT standard (rituximab–ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisolone [R-CHOP]) o bendamustina–rituximab (BR) in pazienti di età pari o superiore a 60 anni affetti da linfoma mantellare (MCL) non trattato.
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Pirtobrutinib versus ibrutinib in pazienti con leucemia linfatica cronica/linfoma linfocitico naïve al trattamento e recidivati/refrattari
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Pirtobrutinib, un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (BTKi) non covalente e altamente selettivo, ha dimostrato efficacia e sicurezza nei pazienti con leucemia linfatica cronica/linfoma linfocitico (LLC/SLL) precedentemente trattati con BTKi covalente. Vengono presentati i risultati, a nostra conoscenza, del primo confronto randomizzato testa a testa tra pirtobrutinib e ibrutinib in pazienti con LLC/SLL BTKi-naïve, sia naïve al trattamento (TN), sia con malattia recidivata/refrattaria (R/R).
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Terapia con cellule CAR-T CD19 per l'anemia emolitica autoimmune
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Nei pazienti con anemia emolitica autoimmune (AEA), il rischio di recidiva è elevato a causa della persistente attività autoreattiva delle cellule B. L'AEA multirefrattaria è uno stadio più avanzato della malattia, caratterizzato dalla mancata risposta ad almeno tre linee di terapia. La terapia con cellule T con recettore antigenico chimerico (CAR) anti-CD19 determina una profonda deplezione delle cellule B e può rappresentare un approccio utile per ottenere una remissione senza farmaci nell'AEA multirefrattaria.
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Tafasitamab, lenalidomide e rituximab nel linfoma follicolare recidivato o refrattario (inMIND): uno studio globale, di fase 3, randomizzato controllato
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Il linfoma follicolare (FL) è caratterizzato da episodi di remissione e recidiva, con pazienti che necessitano di più linee di terapia. Lenalidomide più rituximab è una combinazione di immunoterapia comunemente utilizzata nei pazienti con FL recidivato o refrattario (R/R). L’ obiettivo di questo lavoro era valutare l'efficacia e la sicurezza dell'aggiunta di tafasitamab, un anticorpo monoclonale mirato al CD19 e potenziato con frammento Fc, a lenalidomide e rituximab in questo contesto di malattia R/R.
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Epcoritamab, lenalidomide e rituximab contro lenalidomide e rituximab per il linfoma follicolare recidivante o refrattario (EPCORE FL-1): uno studio globale, in aperto, randomizzato, di fase 3
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Nel contesto del linfoma follicolare (FL) recidivato o refrattario (R/R) persiste un bisogno insoddisfatto di regimi senza chemioterapia che inducano risposte durature. Lenalidomide e rituximab (R2) rappresentano uno standard di cura accettato in questa popolazione di pazienti. Lo studio EPCORE FL-1 mirava a valutare l'efficacia e la sicurezza di epcoritamab + R2 rispetto a R2 in pazienti con FL R/R dopo almeno una precedente linea di chemioimmunoterapia.
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Efficacia di teclistamab e daratumumab nel mieloma multiplo recidivato o refrattario: risultati dello studio di fase 3 MajesTEC-3
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Lo studio di fase 3 MajesTEC-3 è il primo studio randomizzato a confrontare l’associazione di un bispecifico (teclistamab) con daratumumab verso la terapia standard nei pazienti con mieloma multiplo (MM) recidivato o refrattario (R/R) dopo 1–3 linee di terapia. Teclistamab è un anticorpo bispecifico diretto contro il CD3 e l’antigene di maturazione delle cellule B (BCMA) espresso sulle plasmacellule mielomatose e, in uno studio di fase 1-2, ha mostrato risposte durature in pazienti pesantemente pretrattati con MM R/R. Daratumumab è un anticorpo monoclonale anti-CD38 il cui beneficio di sopravvivenza nel MM è noto.
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Mieloma multiplo extramidollare: risultati promettenti dalla combinazione a doppio targeting di talquetamab e teclistamab
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I pazienti con mieloma extramidollare (plasmacitoma non a partenza scheletrica) hanno un elevato rischio di progressione/recidiva di malattia che ne condiziona negativamente la prognosi. Nella fase 1, lo studio RedirecTT-1 ha mostrato un’efficacia promettente con il doppio targeting antigenico derivato dalla combinazione di talquetamab (anti–GPRC5D) e teclistamab (anti–BCMA) in pazienti con mieloma multiplo (MM) recidivato o refrattario (R/R) già esposti alle tre classi principali di farmaci, inclusi i pazienti con mieloma extramidollare.
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Sicurezza ed efficacia di una strategia terapeutica con daratumumab e lenalidomide in un regime “dexamethasone-sparing” per i pazienti fragili con mieloma multiplo di nuova diagnosi: i risultati dello studio IFM2017-03
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I pazienti fragili con mieloma multiplo (MM) di nuova diagnosi (ND) presentano outcomes peggiori a causa di una più elevata incidenza di eventi avversi (EA) e di un maggior rischio di interruzioni del trattamento. L’Intergroup Francophone of Myeloma (IFM) ha confrontato l’efficacia di una terapia basata sulla combinazione di daratumumab e lenalidomide (con desametasone limitato ai primi 2 cicli) con il trattamento a base di lenalidomide e desametasone in questo setting di pazienti.
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Cellule CAR-T universali base-edited anti-CD7 nella leucemia linfatica acuta T recidivata/refrattaria
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Il CD7 rappresenta un bersaglio promettente per la terapia con cellule T con recettore antigenico chimerico (CAR-T) nella leucemia linfatica acuta (LLA) a cellule T recidivata o refrattaria (R/R). Sul New England Journal of Medicine sono stati presentati i risultati di uno studio di fase 1 con cellule CAR anti-CD7 base-edited (BE-CAR7). Le cellule, prodotte mediante editing con tecnica CRISPR da C a T su cellule T da donatore, non richiedono la compatibilità con i riceventi.
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Quizartinib nella leucemia mieloide acuta FLT3-ITD-negativa di nuova diagnosi: i risultati dello studio QUIWI di fase 2 randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo
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Quizartinib è un inibitore selettivo di seconda generazione di tipo II di FLT3, dotato di elevata affinità di legame per ITD e per FLT3 wild type (WT). Il farmaco, ad assunzione orale, ha mostrato un’attività clinica preliminare come monoterapia in pazienti con leucemia mieloide acuta (LMA) FLT3-ITD-negativa recidivata/refrattaria (R/R). Lo studio di fase 3 QuANTUM-First ha dimostrato l’efficacia di quizartinib in aggiunta alla chemioterapia standard nel prolungare la sopravvivenza rispetto al placebo nella LMA FLT3-ITD-positiva. Nello studio QUIWI sono state valutate la sicurezza e l’efficacia di quizartinib in pazienti con LMA FLT3-ITD-negativa di nuova diagnosi.
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Linfoma diffuso a grandi cellule B refrattario/recidivato non eleggibile a trapianto: risultati dello studio di fase 3 SUNMO con la combinazione di mosunetuzumab e polatuzumab vedotin
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La prognosi dei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) refrattario/recidivato (R/R) considerati non eleggibili a una terapia a intento curativo è sfavorevole. La combinazione dell’anticorpo bispecifico mosunetuzumab e del farmaco polatuzumab vedotin, un coniugato anticorpo-farmaco (Mosun-Pola), rappresenta una nuova opzione terapeutica a durata fissa in questo gruppo di pazienti.